Il cantautore texano Jackson Scribner mette a nudo la sua anima in “Mr. Moon”, una veglia di mezzanotte che trasforma la solitudine in canto e la malinconia in luce – ed è il terzo struggente singolo del suo secondo album, ‘Depression Kids’.
Ascolta: “Mr. Moon” – Jackson Scribner
Mr. Moon, come stai? Ho fatto del mio meglio per dormire…
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La luna è sempre stata uno specchio per le nostre ore più sole e oscure.
Crescente, gibosa o piena, pende silenziosa sopra di noi, sempre presente mentre lottiamo con notti insonni, pensieri pesanti e il peso persistente della memoria. È lì quando la casa è immobile e il mondo sembra incredibilmente vasto; quando il silenzio diventa al tempo stesso conforto e fardello, premendo sul petto con una gravità tutta sua. In quello spazio fragile tra l'esaurimento e il sognare, dove le ombre si confondono con il desiderio, prende forma “Mr. Moon” di Jackson Scribner – una confessione sommessa al cielo costellato di stelle, straziante e intima, ma abbastanza ampia da contenere la pienezza della nostra solitudine.
Una veglia notturna e una confessione a tarda notte avvolte in una sola canzone indie folk che tocca l’anima, “Mr. Moon” trasforma la solitudine in canzone, dando voce al dolore delle ore solitarie e al desiderio di luce nel buio.
Mr. Moon – Jackson Scribner
Vorrei poter dire
che ero felice di vederti
di nuovo mio più vecchio amico
che comodo
che tu sia tornato
proprio quando mi sento giù
È proprio da te
farmici sentire così grigio e triste
Oh così grigio e triste
Atwood Magazine è orgogliosa di presentare in anteprima “Mr. Moon”, il terzo singolo del prossimo secondo album di Jackson Scribner Depression Kids (in uscita il 19 settembre via State Fair Records). Cantautore originario della rurale Melissa, Texas, Scribner si è fatto conoscere per la prima volta con il suo debutto omonimo del 2021, una raccolta di precoce maturità acclamata da testate come American Songwriter, Folk Alley e No Depression. Mentre quel disco fu registrato in appena due settimane e mise in luce il suo dono istintivo per la melodia, Depression Kids nasce da un processo più lento e intenzionale – radicato nella lotta personale, nella collaborazione familiare (con suo fratello Levi Scribner) e nel desiderio di trasformare l’esperienza isolante della depressione in un punto di connessione.
Jackson Scribner
Dal punto di vista sonoro e lirico, “Mr. Moon” è struggente fino in fondo.
Il brano si apre con la voce solitaria di Scribner e la chitarra, un leggero effetto phaser che tinge la scena di luce ultraterrena. Per quasi un minuto, la canzone dimora in questa intimità silenziosa, finché pedal steel, basso e batteria non entrano e l’atmosfera fiorisce in qualcosa di tenero e corposo. La voce morbida di Scribner si fa più forte, colmando la notte mentre mette a nudo il suo cuore in un’intima resa dei conti. Un radioso assolo di chitarra a metà traccia aggiunge sia dramma sia catarsi, rendendo il brano indimenticabile per il suo impatto emotivo.
Per Scribner, questa canzone è un dialogo con la solitudine stessa, un modo per nominare e affrontare ciò che così spesso sembra indicibile. “‘Mr. Moon’ in un certo senso si rivolge alla tua stessa isolazione e solitudine come se fosse qualcosa con cui poter parlare,” racconta ad Atwood Magazine. “Dirle i luoghi in cui preferiresti essere, il modo in cui vorresti vederti. Una riflessione su te stesso dentro una canzone.”
Quella riflessione su di sé è catturata da immagini vivide nelle liriche: “Mr. Moon, how are you? Tried my best to sleep through / My mind in the night kept me wide awake, it was my mistake.” Quello che inizia come una semplice conversazione con la luna diventa una meditazione alla ricerca di senso sull’insonnia, sul desiderio e sulla tenace persistenza delle ombre interiori.
Mr. Moon, come stai?
Ho fatto del mio meglio per dormire
La mia mente nella notte
mi ha tenuto completamente sveglio, è stato il mio errore
Mr. Moon, come stai?
Mr. Moon, come stai?
Jackson Scribner © Brendan Blaney
Depression Kids – Jackson Scribner
Dove il suo disco d’esordio omonimo si basava sull’intuizione solitaria e su una semplicità spoglia, il nuovo materiale di Scribner abbraccia la collaborazione e arrangiamenti più pieni.
Insieme a suo fratello Levi e a un ensemble di musicisti esperti (inclusi Jeff Ryan dei The War on Drugs e Kim Herriage dei Songhoy Blues), Scribner amplia il suo suono senza perdere l’intimità genuina che ha definito il suo debutto.
Depression Kids è più heavy, più forte e più audace del suo predecessore, pur rimanendo radicato nel calore e nell’umanità della sua voce – quel timbro ruvido ed evocativo spesso paragonato a Gregory Alan Isakov o Shakey Graves.
Cosa direi
se le mie parole potessero arrivare?
Bestemmerei il buio,
o pregherei Dio per quel mattino?
Di sbrigarsi e trovarmi
con i miei occhi, valle ampia
A fissare il soffitto,
desiderando di sognare nel paradiso
Oh, dolce paradiso
Mr. Moon, come stai?
Ho fatto del mio meglio per dormire
La mia mente nella notte
mi ha tenuto completamente sveglio, è stato il mio errore
Mr. Moon, come stai?
“Mr. Moon” è al tempo stesso inquietante e curativo – un promemoria che la solitudine, quando affrontata di petto, può diventare un veicolo di connessione e catarsi. Scribner trasforma l’isolamento in poesia, le notti silenziose in inni e il silenzio in canzone.
Ascolta questo singolo in esclusiva su Atwood Magazine e resta sintonizzato per altro materiale di Jackson Scribner, mentre lui e suo fratello Levi continuano a trasformare la solitudine in solidarietà e il dolore in qualcosa di umano, sentito e unificante.
Mr. Moon, come stai?
Ho fatto del mio meglio per dormire
La mia mente nella notte
mi ha tenuto completamente sveglio, è stato il mio errore
Mr. Moon, come stai?
Mr. Moon, come stai?
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Ascolta: “Mr. Moon” – Jackson Scribner
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Il cantautore texano Jackson Scribner si mette a nudo in «Mr. Moon», una rêverie di mezzanotte che trasforma la solitudine in canzone e la malinconia in luce — ed è il terzo singolo struggente del suo secondo album, 'Depression Kids'.